In una recente cerimonia di premiazione tenutasi presso il Parlamento Europeo, il Cardinale Pietro Parolin ha trasmesso l'appello urgente di Papa Leone XIV per rinnovati sforzi volti a salvaguardare la pace in un contesto di crescenti tensioni globali. Nel suo discorso all'assemblea plenaria, il Cardinale Segretario di Stato ha sottolineato che l'armonia tra le nazioni è una "promessa fondata" sui valori dell'Unione Europea e deve essere "costantemente nutrita" attraverso scelte tangibili finalizzate alla protezione della pace.
Il Cardinale Parolin era a Strasburgo per ricevere il primo "Ordine Europeo al Merito", un premio ideato per onorare le persone che hanno dato contributi significativi all'integrazione europea e alla promozione dei valori europei. Il Cardinale ha evidenziato che il nucleo della "convizione condivisa" del blocco riguardo all'imperativo di promuovere e proteggere la pace è profondamente radicato nel patrimonio cristiano dell'Europa, che continua a offrire una testimonianza potente oggi.
Tra i valori che ha menzionato, il Cardinale Parolin ha attribuito particolare importanza all'affermazione della dignità umana, asserendo che essa è "inviolabile e deve sempre essere protetta in ogni fase della vita." Ha sottolineato l'impegno della Santa Sede a lavorare a stretto contatto con le istituzioni europee per agire insieme come "artigiani di pace".
L'istituzione dell'Ordine Europeo al Merito è coincisa con il 75° anniversario della Dichiarazione Schuman, che ha segnato l'inizio dell'unità europea. Secondo le informazioni fornite dal Parlamento Europeo, questo premio è il primo del suo genere a essere conferito dalle istituzioni dell'UE, complementando gli onori nazionali e riconoscendo coloro che rafforzano gli sforzi collettivi dell'Europa nella difesa della pace, della democrazia e della dignità umana. Tra i noti destinatari di questo premio, insieme al Cardinale Parolin, figurano l'ex cancelliere tedesco Angela Merkel, l'ex presidente polacco Lech Wałęsa e l'ex primo ministro e presidente portoghese Aníbal Cavaco Silva.