Sorella Petrini sulle decisioni morali che guidano il futuro del lavoro

5 maggio 2026 ·

Sorella Petrini sulle decisioni morali che guidano il futuro del lavoro

Durante un discorso principale all'evento di alto livello intitolato 'AI e il futuro del lavoro' a Roma, Sorella Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ha sottolineato che il futuro del lavoro non dipende dalle macchine, ma dalle scelte morali dell'umanità.

Questa discussione significativa ha avuto luogo martedì mattina all'Università Gregoriana Pontificia di Roma, convocata dall'Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede e co-sponsorizzata da ambasciatori di Australia, Gran Bretagna, Canada, Giappone, Taiwan e Stati Uniti. L'evento ha riunito un gruppo diversificato di esperti, tra cui creatori di tecnologia, teologi, eticisti, decisori politici e accademici, per esplorare l'impatto dell'intelligenza artificiale (AI) sulla forza lavoro.

Sorella Petrini ha dichiarato: "Nell'era attuale di profonda innovazione, l'AI offre un enorme potenziale, ma ci porta anche a un importante bivio." Ha evidenziato che devono essere prese decisioni significative per garantire che la tecnologia sia in linea con i valori umani e sociali, in particolare dato che il lavoro è ritenuto essenziale per adempiere al potenziale umano. Ha descritto il lavoro come un mezzo attraverso il quale gli individui esprimono la propria umanità in un ambiente sempre più automatizzato.

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Mentre elaborava sulla natura trasformativa dell'AI, Sorella Petrini ha posto domande critiche sull'identità umana in un mondo dominato dall'automazione, osservando che l'influenza dell'AI rimodella il mercato del lavoro, offrendo sia opportunità che esclusione. Ha fatto riferimento a un rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, che indicava che la digitalizzazione potrebbe migliorare le condizioni di lavoro ma sollevava anche preoccupazioni su rischi emergenti come la sorveglianza eccessiva e il dislocamento lavorativo.

Secondo lei, è fondamentale che la tecnologia serva l'umanità e non la sostituisca. Ha detto: "L'intelligenza artificiale può essere un modo molto utile di apprendere, un modo di percepire, se guidata da una visione o da uno strumento." Questo sottolinea il suo appello per una relazione equilibrata tra esseri umani e tecnologia, fondata su responsabilità, cooperazione ed educazione.

Sorella Petrini ha messo in guardia contro un'accettazione incondizionata dell'AI, insistendo: "Non dobbiamo temere l'AI, ma non dobbiamo neppure accettarla ciecamente." Ha sostenuto la necessità di una continua cooperazione internazionale che promuova una visione del progresso economico radicata nei valori umani, sottolineando che il percorso dello sviluppo dell'AI riflette i valori di coloro che la creano.

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